Quale futuro per ARI-RE?
Ebbene l’A.R.I., nella fattispecie l’A.R.I.-R.E., si trova a dover decidere quale strada intraprendere per lo svolgimento di tutte le operazioni future, nei casi in cui il Dipartimento di PC chiederà il nostro intervento.
L’esperienza in Abruzzo ha messo in evidenza una serie di livelli operativi molto diversi da quelli cui eravamo abituati e che probabilmente diventeranno lo standard futuro. Si tratta quindi di valutare e prendere decisioni che modificheranno, almeno in parte, il modo e il metodo di operare in situazioni di emergenza, considerando anche che potrebbe essere sottoscritta una convenzione direttamente con la Di.Coma.C.. Fino ad oggi l’intervento dell’Ari-Re era considerato predominante, indispensabile forse, nelle prime fasi di attivazione per i fatidici tre/quattro giorni, inteso come rete di comunicazioni alternativa. Questo è un dato certo, ancora valido e che sicuramente proseguirà anche in futuro. In questa fase si utilizzano tutte le frequenze possibili in modo tale da poter informare i vari enti dello Stato(Dipartimento, Regioni, Prefetture ecc.). Successivamente la situazione cambia drasticamente con l’intervento della Di.Coma.C., che per ovvi motivi diventa l’organo primario di gestione dell’emergenza in atto. Il settore TLC è una delle tante funzioni che la Di.Coma.C. gestisce e che coinvolge l’operato dell’Ari-Re. Questa è stata una situazione decisamente nuova per noi e che sotto certi aspetti ci ha messo un po’ in difficoltà per il fatto di dover decidere nel più breve tempo possibile cosa fare, come farlo e soprattutto come procedere da un punto di vista organizzativo. E’ evidente che tutti abbiamo imparato in fretta strada facendo, ci siamo adattati alle richieste fatte dalla Di.Coma.C. e con un certo orgoglio stiamo arrivando alla fine operazioni portando a termine gli impegni presi. Sarebbe stato un grosso errore interrompere. In primo luogo perché un lavoro intrapreso va portato a termine, e poi si discute, e in secondo luogo perché ciò avrebbe compromesso i rapporti con la Di.Coma.C. appena iniziati.
Da questo punto in avanti possono aprirsi discussioni, critiche, commenti, rifiuti e approvazioni di ogni genere. Una cosa è però certa ed innegabile: l’Ari-Re, in relazione allo stato attuale delle cose, non può e
non deve vivere solo su esperienze e canoni del passato, che certamente non verranno annullati e dimenticati, ma deve aprirsi mentalmente e innovarsi adottando tutte le tecnologie nuove disponibili. La scarsa partecipazione e la carenza di operatori deriva proprio da questo fatto. Ci troviamo ad operare con apparati che non usano frequenze radiantistiche e questo crea in alcuni di noi quasi un rigetto. E’ uno scoglio questo di grandi dimensioni ma che va superato o aggirato senza dimenticare che in effetti sempre di radiofrequenza si tratta. In Abruzzo più volte è stata messa in evidenza la nostra professionalità che è stata apprezzata dagli addetti ai lavori. Vogliamo per così dire buttare via la considerazione che la Di.Coma.C. ha dell’Ari-Re?
In sostanza siamo di fronte ad una decisione drastica che prevede due soluzioni : si o no.
Nel primo caso, e in relazione alla probabile convenzione di cui sopra e i cui contenuti dovranno essere valutati, l’Ari-Re aumenterà sicuramente la propria importanza nell’ambito di una struttura organizzatissima ed estremamente funzionale quale è la Di.Coma.C..
Nel secondo caso l’Ari-Re si troverà in una situazione di stallo che, è probabile, porterà verso una divisione in gruppi o peggio e inevitabilmente ad un annullamento della stessa cancellando anni di lavoro svolto da tantissimi soci.
In questo ambito è forse anche giunto il momento da parte di tutti noi ma proprio tutti di fare un passo indietro e di ‘ scendere uno scalino’ per trovarci tutti allo stesso livello annullando ogni incomprensione. E’ un po’ come dire ‘rimbocchiamoci le maniche’ e rincominciamo d’accapo tutti insieme. In effetti la passione che ci lega è uguale, l’hobby è lo stesso e siamo tutti dalla stessa parte. Speriamo.
I2LLO Lorenzo
Impressioni presso Di.Coma.C. a L’Aquila
Ho pensato, ma forse è meglio dire sperato, che dopo gli interventi in Friuli e in Irpinia non mi sarebbe più capitato di dover prestare l’opera di volontario Ari-Re in un evento così drammatico come il terremoto. Puntualmente, al contrario, queste situazioni nel corso di questi anni si sono sempre presentate e così ecco l’Abruzzo che fa la sua parte con il terremoto di L’Aquila e zone limitrofe. Di seguito comunque non voglio fare il solito resoconto pieno di emozioni (tante) e di fraternizzazione (molta) con le persone del luogo e con gli altri volontari, è evidente che comunque si è verificato. Ma tenterei di descrivere il nostro intervento in quanto tale, mettendo in primo piano le operazioni che abbiamo eseguito e le difficoltà incontrate e soprattutto il confronto, nel senso buono del termine, con il Dipartimento di Protezione Civile. La nostra destinazione, infatti, era la sede del Di.Coma.C. (Direzione Comando e Controllo). Prima anomalia, alla partenza. Di solito la macchina è piena di pali, antenne, cavi, supporti, cassette varie di attrezzi e apparati dalle HF almeno fino alle UHF e relativi palmari. In questo caso ho portato solo l’IC-92 e l’IC-2820 che è montato in macchina stabilmente e che li è poi rimasto. In definitiva un solo zainetto all’interno del quale per fare peso… ho messo la videocamera e la macchina foto digitale e un eeepc 1000h. L’unica cosa che mi dava una parvenza di regolarità in questi casi le due borse con il vestiario e il necessario per l’igiene personale.
Arrivati a destinazione ci rechiamo alla Caserma della Guardia di Finanza di Coppito dove da poco si è svolto il G8. Saliamo al secondo piano, entriamo e ci troviamo in un ambiente oserei dire già proiettato nel futuro e altamente tecnologico. Circa duecento persone (ma il numero è variabile verso l’alto) che lavorano nei settori diversi della Protezione Civile Questo significa inoltre 200 e più pc, pc portatili, telefoni, stampanti locali, un locale per le stampanti. Tutto questo collegato in rete. Una di queste scrivanie è a nostra disposizione proprio a contatto con il Colonnello Castiglioni responsabile del settore TLC (Telecomunicazioni). Ci danno subito UserId e Password e siamo anche noi in rete ed entriamo nel loro mondo.
Di fronte si trova la sala radio dove più Enti e tutte le Forze dell’Ordine dispongono di una postazione con relativi apparati e quindi anche noi Ari-Re. Gli apparati a nostra disposizione sono due: uno per collegare i sette COM che a loro volta collegano i 74 campi esterni ancora aperti,l’altro è a disposizione dei funzionari TLC per parlare con Di.Coma.C. (con noi). La rete di comunicazioni è analogica con selettive di chiamata; i COM, due volte al
giorno, fanno una prova di collegamento per verificare che ci sia sempre la copertura. E’ ovvio naturalmente che i campi possono intervenire in qualsiasi momento per risolvere situazioni che richiedono interventi di ogni tipo. Questi vengono prontamente eseguiti: un esempio lo abbiamo avuto la scorsa notte. Un campo alle 22:30 comunica che un escavatore ha rotto il tubo dell’acqua e 650 persone sono rimaste senza acqua potabile. Parlando fra noi pensavamo che la soluzione sarebbe slittata alla mattina successiva. Informato chi di dovere il problema è stato risolto temporaneamente con un’autobotte dei Vigili del Fuoco e alle 01:00 tutto era stato riportato in condizioni normali ricollegando il campo alla rete idrica. Siamo rimasti ‘a bocca aperta’ come si suol dire. In verità abbiamo usato altri termini che qui non possiamo scrivere ma che sicuramente chi legge può immaginare.
Di.Coma.C. è attivo H24 per cui è necessario fare dei turni di otto ore, sei operatori radio quindi. Il traffico, come lo intendiamo noi radioamatori, è scarso ma questo è un dato confortante: vuol dire che tutto procede regolarmente. Bene. Passiamo ora alle problematiche che noi radioamatori abbiamo incontrato, soprattutto cosa vogliamo fare di questa benedetta Ari-Re? E’ vero subito qualcuno, e sono molti, può obiettare che non usando frequenze radiantistiche non è eclatante, forse non regolare, ma questo è tutto da valutare. Cosa facciamo qui? Francamente anch’io inizialmente ero di questo parere e per un intervento immediato di tre/quattro giorni. Questo è ancora valido e più volte da parte dei dirigenti qui in Di.Coma.C. mi è stato confermato. Ma poi la situazione continua e per usare frequenze radiantistiche avremmo dovuto fornire 6/8 operatori per la sala radio, 7/8 operatori per i COM e 74 operatori per i campi, per ogni settimana. Se ci pensate bene…. E poi saremmo riusciti a fornire un collegamento stabile in una zona molto critica da un punto di vista orografico. Quanti ripetitori? Quanti radioamatori per presidiare i ponti o i transponders?
Prima della creazione del Dipartimento di Protezione Civile forse noi OM eravamo più tecnologicamente avanzati. Ma ora la situazione si è capovolta. Il Di.Coma.C. dispone di strumenti notevoli. Cosa vogliamo fare? Cessare ogni tipo di collaborazione? Possono trovare altri gruppi per sostituirci se ciò si rende necessario. Ma in considerazione del fatto che abbiamo intrapreso un ottimo rapporto, personalmente sono dell’avviso di continuare e di non abbandonare questa strada. Mi sono convinto di questo perché in questa settimana ho fatto da interfaccia fra Di.Coma.C. e Ari-Re aiutato da IK2XDF Gianpaolo, per risolvere problemi che verranno trattati in altra sede e posso confermare che non ho mai trasmesso, ma non fa niente perché è necessario fare anche questo. Oggi è giovedì 20 agosto e la nostra missione volge al termine. Tirando le somme posso senz’altro dire di essere soddisfatto del mio operato, anche se non ho fatto il radioamatore nel vero senso del termine, ma ho aiutato delle persone a vivere meglio, ho collaborato con professionisti della Protezione Civile e infine ho fatto il mio dovere e portato a termine l’impegno che avevo preso.
Ultima cosa: il testo è scritto in prima persona, ma una persona doppia: IK2XDF Gianpaolo e I2LLO Lorenzo e in definitiva anche tutti gli altri componenti del team IK2EMZ Luigi, IZ2MSW Enzo, IZ2QDH Fabio, IK0NSY Stefano.
I2LLO Lorenzo Leo