Tecnica
Un cluster per le broadcasting HF in AMMolti di noi hanno la passione del radioascolto, si parlo proprio degli SWL o in Italiano ascoltatori in onde corte, ricordo con nostalgia le serate d'inverno passate ad ascoltare con la vecchia Philips transoceanic o con il mitico FRG 100 della Yaesu alla ricerca dei programmi in Italiano delle stazioni broadcasting di tutto il mondo, e quando riuscivi per magia a trovare qualcosa scoprivi che la trasmissione era al termine e ricominciavi a ruotare la manopola del VFO alla ricerca di qualcosa d'altro. Oggi grazie ad interenet ed alla tecnologia esiste una specie di cluster anche per le emissioni AM in onde corte, basta andare sul sito e digitare la frequenza che si sta ascoltando e come per incanto avremo la lista aggiornata delle stazioni, le loro caratteristiche compresa la loro allocazione grafica su una cartina mondiale. Divertitevi il link del programma è al seguente indirizzo:
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Frequenze assegnate ai radioamatori in Italia
Autorizzazione 70 MHzCon comunicazione dell'11 Giugno 2010, Il Ministero ha concesso ancora una volta i 70 MHz a titolo sperimentale sino alla data del 30 Novembre 2010.
Con il termine EIRP si intende una misura di densità di potenza radio irradiata. Tale densità è riferita all'irradizione di una antenna isotropica ideale, e si riferisce all'effettiva potenza di trasmissione di una sistema radio.
APRS in tempo reale su internetAPRS in tempo reale da internet? NVIS ovvero la trasmissione in HF a corto e medio raggioLo scopo della N.V.I.S antenna è quello di poter stabilire buone comunicazioni in ambito locale (entro i 300/500 km) con potenze moderate ed antenne semplici sia di giorno che di notte. In aggiunta a ciò, in tale zona non è raro ascoltare programmi radio o TV che arrivano dalla nostra Penisola o addirittura dall’Africa o dalla Spagna, dalle quali ci separa solo il mare. Una buona informazione su alcuni aspetti dei collegamenti a varie frequenze ci viene offerta dagli esperimenti dei radioamatori che spesso hanno contribuito a far luce su fenomeni altrimenti sottovalutati. Un’altra forte spinta verso lo studio di fenomeni di propagazione e l’applicazione di tecniche che potessero contribuire alla sicurezza dei collegamenti radio proviene dal campo militare, in particolare dalla necessità di comunicazioni tattiche affidabili. Scenario
La Sardegna ( come del resto molte zone del Nord italia) presenta diversi rilievi e, in modo complementare, diverse valli alle pendici o in fondo ai quali si trovano spesso dei centri abitati. Nell’ambito delle frequenze VHF/UHF/SHF è facile collegare via radio una altura con un’altra altura, ma è quasi impossibile collegare due valli contigue tra loro. Bisogna ricorrere a ripetitori o a collegamenti via filo o in fibra ottica. Le Forze dell’Ordine e le strutture di Protezione Civile impiegano anch’esse apparati VHF/UHF ed i relativi ripetitori, in genere molto affidabili. Le Forze dell’Ordine hanno anche le loro radio HF, come del resto la Marina e l’Aeronautica sia civile che militare, mentre la Protezione Civile si appoggia spesso ai Radioamatori per le Comunicazioni HF in Emergenza: in questo modo, la P.C. può usufruire del vasto range di frequenze HF concesse dal Ministero delle Comunicazioni in uso esclusivo ai Radioamatori. La Propagazione dei Segnali Radio Senza addentrarci troppo nella teoria, è noto che la propagazione delle onde radio può avvenire per onda diretta, per onda riflessa dal suolo o per onda di cielo. Ciò dipende dalle frequenze usate, dal tipo d’antenna impiegato e dalla condizione degli strati ionosferici che si comportano, in particolare nel caso di una parte delle HF (da 3 a 10 MHz) come uno specchio per i segnali radio. Si noti la Skip Zone, cioè la zona che normalmente non può essere collegata, dato che il segnale viene riflesso oltre. Questo spiega perchè, ad esempio, un radioamatore da Sassari potrebbe riuscire a collegare l’Arabia Saudita a 4000 km ma non la città di Cagliari a 250 km. Nel campo delle HF le cose cambiano quando le antenne vengono montate in una configurazione diversa da quella classica. Normalmente, infatti, esse sono verticali, perpendicolari al terreno e più alte possibili. Già dalla seconda guerra mondiale, dal periodo del Vietnam, della Guerra Fredda e dagli esperimenti dei radioamatori si è scoperto (o riscoperto) che, variando l’inclinazione dell’antenna rispetto al suolo, varia anche l’incidenza delle onde radio generate, l’angolo di riflessione ionosferica e di conseguenza la portata dell’apparato radio. Con l’antenna posizionata verticalmente il suo segnale viene trasmesso tangenzialmente al suolo, e quindi riflesso molto lontano dalla ionosfera. Il collegamento permesso dalla propagazione ionosferica sarà possibile oltre i 1000 km circa. Posizionando invece l’antenna parallelamente al suolo e ad una altezza di circa 0,2 λ dal suolo stesso, il segnale viene irradiato quasi verticalmente. Di conseguenza viene riflesso con un angolo acuto verso la terra, garantendo i collegamenti in un range che può variare da 0 a 400 km. Questa tecnica di installazione ed impiego delle antenne è denominata NVIS, acronimo per Near Vertical Incidence Skywave.
Gli svantaggi del Sistema NVIS Le radio HF e le relative antenne sono più ingombranti delle piccole radio portatili UHF o VHF, e sono meno facili da usare. Da qui la necessità di corsi, sia sull’uso delle stesse radio che delle tecniche NVIS. Anche se un qualsiasi Ente di protezione Civile può richiedere un Nominativo Ministeriale Speciale, gli operatori radio devono avere la Patente e la Licenza di Radioamatore. Alcune considerazioni A dispetto dell’incremento dello sfruttamento di frequenze sempre più alte, si sta evidentemente riscoprendo (o non si è mai smesso di riscoprire) l’utilizzo delle frequenze HF per scopi di servizio che abbiano una buona affidabilità e siano svincolate dai normali sistemi. Una carrellata sui siti web lo dimostra. La Protezione Civile storicamente si appoggia ai Radioamatori, ma non è provvista di apparati HF propri, per cui deve chiedere la collaborazione dei Radioamatori. Sarebbe diverso se avesse apparati propri pronti all’uso, spalleggiabili o installati su mezzi mobili con antenne del tipo Half Loop o similari, e rispondenti alle severe norme MIL. Tali apparati potrebbero essere impiegati, in caso di crisi, da radioamatori volontari o da personale della P.C. dotato di Licenza di Radioamatore. Come già avviene da anni, la comunità radioamatoriale garantirebbe la ridondanza dei volontari. Con uno sguardo un pò lungimirante è ipotizzabile che, in un futuro non troppo lontano, venga concessa anche in Italia la banda dei 5 MHz (60 metri) per scopi specifici di esperimentazione finalizzata ad un impiego di Protezione Civile, come sta avvenendo in altre Nazioni. Questa banda si è rivelata ottimale per le comunicazioni NVIS. La portata degli apparati radio in HF può essere ottimizzata in funzione della necessità specifica. Questo è il motivo principale per cui, in molti Stati, le Onde Corte (HF) vengono impiegate normalmente per scopi di Protezione Civile, ed i mezzi mobili sono attrezzati con piccole antenne Loop NVIS. Gli stessi soldati americani, in zone cittadine ad alto rischio ed alta densità di costruzioni, sono attrezzati con apparati spalleggiabili HF dotati di antenne NVIS. Lo stesso dicasi per le zone boschive, dalle quali sarebbe impossibile collegarsi altrimenti. Il Vietnam insegna. |
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